Rivedere "Tetris" (2023) tra diritto, tecnologia e nostalgia

Rivedere il film "Tetris" del 2023 ci fa ripensare non solo a uno dei giochi più importanti della storia, ma a tante vicende politiche e giudiziarie che sono uniche.

Rivedere "Tetris" (2023) tra diritto, tecnologia e nostalgia

Il film “Tetris” del 2023 si propone di raccontare, in meno di due ore, la storia di quello che è tra i più giocati videogames di tutti i tempi e, sicuramente, quello con le vicende, alle spalle, più interessanti. Sono particolarmente affezionato a quest'opera dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, quindi alcune note le scrivo, qui di seguito, molto volentieri.

Il taglio del film è (in parte) d’azione, biografico, di spionaggio e thriller, approccio che ha sollevato un po’ le ire dei puristi soprattutto per alcune scene che non sarebbero esattamente conformi alla realtà ma chiare licenze artistiche prese dagli sceneggiatori e dal regista. Sono tanti i personaggi interessanti, e ben connotati, al centro della trama: questo perchè le vicende di Tetris, vedrete o rivedrete, hanno coinvolto molti soggetti del tempo (anche importanti).

Il risultato finale, però, l’ho trovato davvero buono. Ho appena terminato di rivedere il film, approfittando un po’ di questi giorni di festa, e devo dire che sia gli aspetti politici sia, soprattutto, quelli contrattuali sono stati descritti in una modalità che ben delinea, secondo me, la rocambolesca origine di questo gioco.

Personalmente, sono tre le parti del film che ho più apprezzato: la descrizione della nascita di Tetris nel periodo storico/politico della fine degli anni Ottanta, della Guerra Fredda e della crisi del comunismo, il sottobosco di licenze e filibustieri che cercavano di dominare e vincolare contrattualmente l’allora nascente mercato dei videogiochi e la descrizione della nascita delle nuove generazioni di console e, soprattutto, dell’avvento rivoluzionario del Game Boy.

In realtà, le vicende processuali non si limitarono alle lotte, e strategie contrattuali, ben descritte nel film, ma ebbero anche delle ulteriori conseguenze soprattutto nel delicato rapporto giudiziario che si venne a generare tra Atari e Nintendo.

La scena nella quale Henk suggerisce di vendere il Game Boy con, in bundle, Tetris per raggiungere anche un pubblico di adulti è molto suggestiva, così come quando, nella stanza del creatore di Tetris, è sempre Henk a suggerire di permettere la "distruzione" anche di più linee contemporaneamente, fino a 4, caratteristica che sarà poi molto apprezzata dai giocatori.

La lite giudiziaria attorno a licenze per arcade, home computer, console per videogiochi fisse e console portatili è testimonianza del mercato dei videogiochi e di come si stava connotando e trasformando in quegli anni. In effetti, Tetris divenne ben presto trasversale, su ogni dispositivo elettronico e in tutto il mondo: me lo ricordo sul mio PC “IBM compatibile” e, poi, sull’Amiga, sul Game Boy ma anche su Apple, Nintendo DS fino alle versioni più moderne. All’orizzonte c’erano, appunto, le console portatili, che furono poi il ponte per giochi simili verso lo smartphone. Divertente il cenno che un funzionario fa al fatto che gli uffici si fossero bloccati perchè tutti giocavano a Tetris. Mi ha ricordato l'avvento di Doom, che in molti uffici pubblici portò a un effetto simile e a un calo di produttività senza precedenti.

Riflettere su Tetris in questi giorni, pertanto, non vuol dire soltanto parlare di un gioco che è bello da giocare oggi proprio come lo era in origine, ma significa anche tracciare una linea del tempo che va dai computer russi a fosfori verdi e senza scheda grafica che imitavano i PDP occidentali (ho giocato di recente alla versione originale, dove i pezzi erano definiti da parentesi quadre) alla “proprietà” del governo sui beni intellettuali sino al crollo del muro e del comunismo, al nuovo mercato dei videogiochi e agli investimenti correlati e a quanto di Tetris si possa ritrovare ancora in quelle famiglie di videogiochi che definiamo, di solito, “rompicapo”.

Per fortuna possiamo, nel 2026, giocare a praticamente tutte queste versioni, da quelle più tradizionali sino a quelle che sono state sensibilmente modificate nel gameplay.

Io penso di avere tre versioni del cuore. Ho due Game Boy originali, prima edizione, che conservo soltanto per la cartuccia di Tetris. Poi adoro la versione per Nintendo DS (non a colori) e, infine, gioco spesso a una versione moderna per Nintendo Switch, denominata Tetris Forever, che ne ripercorre la storia e contiene una quindicina di versioni diverse, compresa quella originale cui facevo cenno poco sopra (e tante altre molto interessanti).

La versione per Game Boy di cui si parla nella parte centrale del film è quella che ha fatto la storia del gioco, non solo per la diffusione che ebbe in tutto il mondo ma per una sorta di “perfezione” e di equilibrio che vanta tra grafica, difficoltà e giocabilità. Purtroppo, con il boom del mercato del vintage, recuperare un Game Boy originale può essere piuttosto costoso (anche se in rete sono tanti quelli disponibili e ancora funzionanti, perchè una volta queste macchine erano fatte davvero bene), ma è probabilmente l’esperienza più pura, e soddisfacente, per giocare a questo incredibile gioco. Ed è ancora, secondo me, la versione migliore che ci sia.