"L'uomo della pioggia" in serie TV: non male!
La "riduzione" in serie televisiva del grande film (e libro) "L'uomo della pioggia", legal thriller scritto da John Grisham, è avvincente e ben fatta.
Da appassionato di legal drama, e di John Grisham, non potevo non buttarmi, in questi giorni, sui dieci episodi di una serie televisiva che si intitola "The Rainmaker" e che non è altro che la versione "espansa", e variata, dello storico film "L'uomo della pioggia" del 1997 di Francis Ford Coppola, sempre tratto dal romanzo di Grisham.
La produzione, cui ha partecipato anche John Grisham, è molto curata, e la storia obiettivamente tiene.
Non dovete pensare al film: alcune scene e situazioni, certo, richiamano momenti del film, ma per "allungare" a quasi 7 ore la storia sono stati inseriti degli elementi originali, a dire il vero mai spiacevoli. Inizialmente doveva essere un progetto che univa le storie e i protagonisti di diversi romanzi di Grisham, poi si è scelto di dedicarsi al personaggio principale de L'uomo della pioggia.
Non abbiamo né Matt Damon, né Danny De Vito né, soprattutto, Mickey Rourke (e il suo celebre squalo nell'acquario in studio), ma un cast più giovane e dinamico che non vuole scimmiottare l'originale ma agisce, nella trama, con una certa libertà e con un buon successo.
La vicenda si svolge sempre in ambito medico, uno dei preferiti del legal thriller nordamericano (ricordate "Il verdetto" con il grande Paul Newman?), alcune scene sono abbastanza violente e, non ci crederete, appare anche un serial killer (novità rispetto al romanzo e al film "originali").
Si tratta della seconda serie che vedo, di recente, legata a un libro importante: l'altra è stata "Presunto Innocente", dal romanzo di Scott Turow, vista su Apple TV. E tutte e due mi sono sembrate delle opere dignitose, poco impegnative ma che si guardano bene fino in fondo e con la giusta dose di suspence.