Backup il primo dell'anno...
La cosa migliore che possiate fare il primo giorno dell'anno è un bel backup di tutti i vostri dati. Qui alcuni suggerimenti.
Il primo post dell’anno è, ovviamente, dedicato al backup, un po’ il mio "chiodo fisso" (con correlati incubi notturni...) dai tempi dell’adolescenza e dei primi computer. Il primo giorno del nuovo anno è proprio il momento ideale per provvedere a fare, e verificare, tutti i backup che riguardano dati e dispositivi dell’anno precedente che ci possano servire. E per riflettere insieme su questo adempimento di sicurezza che attraversa i decenni e rimane essenziale.
Tale operazione, sia chiaro, può anche servire a fare un po’ di pulizia e a cancellare ciò che non ci serve più, sia per minimizzare il trattamento dei dati (meno dati abbiamo, meno rischiamo e più proteggiamo, anche, la privacy altrui), sia per recuperare spazio da chiavette e dischi.
Il punto/device di partenza è ormai, di solito, lo smartphone, che è diventato pian piano il contenitore di tutta la nostra vita.
Individuare che cosa vogliamo tenere – tipicamente foto, video, conversazioni, e-mail, intera rubrica e altri documenti – e dove collocarlo è il primo passo, anche perché la memoria, man mano che i mesi passano, tende a riempirsi (produciamo un quantitativo di dati impressionante…).
Il cloud, soprattutto se cifrato, può essere un’ottima soluzione, ma non sottovaluterei anche supporti esterni, tipo flash memory o chiavette che si collegano direttamente al telefono e permettono di alleggerire la memoria del dispositivo e tenere un archivio ordinato dei nostri contenuti (che possiamo, poi, “sistemare” meglio dal computer).
Il backup dello smartphone va pensato sia nell’ottica di dover improvvisamente sostituire il telefono (per furto, smarrimento, malfunzionamento o rottura completa) e, quindi, di poter immediatamente recuperare i vecchi contenuti su un telefono nuovo appena acquistato o su un vecchio telefono che ci è rimasto in casa, sia nell’ottica di conservare, comunque, la nostra memoria, ossia i dati più importanti che generiamo continuamente.
Dopo aver valutato la sicurezza dei dispositivi mobili, si passa di solito al computer fisso, al portatile e ai tablet, procedendo nello stesso modo.
Anche in questo caso, vista la mole di dati ormai generata, supporti esterni o servizi in cloud a pagamento, magari cifrati, possono fare al caso nostro.
Il segreto, secondo me, è di automatizzare il più possibile la procedura di backup nel quotidiano e di limitarsi a collegare un dispositivo esterno una volta al mese, o anche poche volte all’anno, a meno che non si abbiano specifiche esigenze di ridondanza. In tal modo, abbiamo sul cloud un backup in tempo reale, con perdita di pochi minuti di lavoro in caso di incidente, e su supporto esterno, magari custodito in cassaforte o in altro luogo sicuro, un backup più ampio e fatto a cadenze più lunghe, e che potrebbe essere anche dell’intero contenuto del computer, e non solo dei documenti.
La ridondanza, in sintesi, è il segreto: i dati in più luoghi, sempre, ma facendo attenzione a che quei luoghi siano altrettanto sicuri dei luoghi di partenza. Alla fine, se ci pensiamo, il backup altro non è che un gemello dei nostri contenuti, e se i contenuti sono preziosi, anche il backup deve essere protetto.
Per impostare bene una politica annuale di backup dobbiamo, con un approccio basato sul rischio, rappresentarci "il peggio" che possa capitare a tutto il nostro sistema digitale che governa la nostra vita, e già prevedere i possibili rimedi.
Andrebbe fatto un piccolo esame di coscienza di inizio anno, insomma, e sono queste le domande che io mi farei, e che vi invito a fare (toccando ferro o cornetti ad hoc...): che cosa potrebbe succedere se mi dovessero rubare lo smartphone o il portatile? O se, improvvisamente, non funzionasse più? O se lo dovessi smarrire?
La risposta giusta, in quest’ottica, dovrebbe essere: “nessun problema”. Avete, in sintesi, un bel piano B ("b" come backup, a proposito...) pronto, che sarà in grado di limitare il più possibile i danni. Un po’ di fastidio “burocratico” ci sarà sicuramente, certo, e lo abbiamo visto anche durante queste feste, nel configurare i dispositivi dei parenti e valutando tutte le informazioni che sono oggi richieste nella fase iniziale, ma i dati saranno recuperati, e quello è l’importante.
Ho notato, tra l’altro, che può essere anche molto utile tenere a portata di mano l'elenco dei codici dei servizi per noi più importanti, da attivare in caso di emergenza. Penso a quelli, ad esempio, delle utenze associate allo smartphone che consentano la sincronizzazione immediata di tutti i dati o dei servizi di cloud che noi usiamo. Immaginiamoci una specie di kit per il pronto soccorso con le prime informazioni che vengono domandate quando acquistate, e iniziate a configurare, un telefono o un MacBook o un computer Windows -GNU/Linux o un tablet (di solito sono, vado a memoria, sono l’utenza Google/android, o iCloud o, ancora, Microsoft).
Se avete lavorato bene, sarà sufficiente indicare questi codici nelle maschere di autenticazione, e concludere (spero) una verifica con autenticazione a più fattori (attivatela sempre, mi raccomando, anche nei servizi privati!) e "come per magia" vi troverete ad avere un dispositivo gemello in pochi minuti.
Il fine ultimo è di essere, sì, dispiaciuti (o seccati) per la perdita fisica, e anche economica, dell’oggetto (e questo è comprensibile...), ma di essere in grado di ripartire immediatamente con la nostra operatività ("continuità") e di non aver perso nulla in termini di dati.
Bene, ora potete procedere! E buon backup di anno nuovo!