Stamattina, in Romagna, molti stabilimenti balneari hanno organizzato l’alba musicale.
È un’idea geniale, che è portata avanti da alcuni anni dall’ufficio turistico, dalla pro-loco, dalla associazione degli albergatori, dalla piadineria “Adotta un Crescione” di Valverde e dalle Pompe Funebri Tavazzi.

Funziona così, è molto semplice: ci si presenta in riva al mare alle 5 del mattino, vestiti come si vuole, o in lungo e strass o ancora in pigiama e con i pizzizzi negli occhi, e, allietati dalla musica di un quartetto d’archi e da un’umidità che è del 120%, si guarda l’alba tutti insieme.

Quest’anno, data la crisi economica, molti bagni si sono arrangiati come potevano.
Al Bagno Cesira, particolarmente raffinato, dopo che, negli anni scorsi, la musica classica non ha dato i risultati sperati, si è pensato a una svolta.

I problemi erano iniziati già il primo anno: il quartetto d’archi che si presentò era, in realtà, un quartetto d’arcieri di San Marino. L’anziano gestore del bagno aveva chiamato l’agenzia sbagliata e si era spiegato male, allora abbiamo tutti assistito a mezz’ora di tiro al gabbiano, ma poi hanno centrato un tedesco che faceva il bagno all’alba nudo e siamo tutti scappati.
“Almeno non ci hanno mandato gli sciùcaréin, o i tiratori con la balestra”, ha detto il bagnino come battuta finale per stemperare il tutto. Ma il disastro era fatto.

Il secondo anno è venuto un vero quartetto d’archi, da Bocciolino, vicino Cesena, ma erano freelance e l’anziano gestore del bagno si era di nuovo spiegato male al telefono con l’agenzia, sempre la stessa, e si erano presentati in quattro, bravi eh, ma tutti con lo stesso arco, ossia tutti con il violoncello, e tutti con lo stesso spartito, identico, stessa tonalità, per cui hanno suonato all’unisono in quattro la musica dello squalo ed è uscito uno squalo vero, che non si vedeva in Romagna dal 1944, e che hanno svegliato con quel sibilo, e tutti siamo scappati.
“Almeno non ci sono le meduse”, ha detto il bagnino come battuta finale per stemperare il tutto. Ma il disastro era fatto.

Il terzo anno, finalmente, abbiamo avuto 4 archi diversi e un repertorio adeguato, ma ci si è ibernato a riva il Golinelli, un anziano che era venuto coperto dal plaid che aveva usato durante la ritirata sul Don ma che non è bastato, e alle 6 era già ghiacciato. Quando il violinista ha iniziato il primo brano di Fausto Papetti con un acuto che si è sentito fino alle colonie di Gabicce, proprio la prima nota, il Golinelli si è frantumato. È esploso. E siamo tutti scappati.
“Granita gratis per tutti, offre il bagno!”, ha detto il bagnino come battuta finale per stemperare il tutto. Ma il disastro era fatto.

Lo scorso anno abbiamo (quasi) avuto l’alba musicale VIP, mai successo a Pinarella di Cervia. Organizzata “on the fly”, tralaltro. L’anziano bagnino stava pulendo la spiaggia alle cinque e mezza e ha notato Morgan steso a riva che si stava riprendendo da una serata con sottobraccio un libro di Cognetti in riva al mare. Un vero trasgressivo.
Il bagnino ha chiamato subito la famiglia “Franchini Facchini”, due fratelli e il padre che fanno i trasportatori a Cesena.
“Portatemi subito un pianoforte a coda qui in spiaggia” ha iniziato a urlare nel cellulare, solo che un pianoforte a coda non è facile da trovare così d’amblè, ma la nonna di Facchini jr., un’anziana maestra di musica in pensione di Solarolo, aveva in casa un Petrof a coda che era stato fatto direttamente con i legni presi dalla porta di Brandeburgo e con il metallo di un cannone sovietico liquefatto, quindi pesava come un bilocale al secondo piano con bagno e cucina compresi.

Trovato il pianoforte, hanno trovato anche la coda (da Solarolo a Cesenatico si sono trovati davanti il trattore di Ginetto Rispoli, che andava a raccogliere le pesche nettarine a Massa e poi a pescare i pesci-gatto a Ridracoli), e sono arrivati alla sera che Morgan se ne era già andato.
"È un giorno che aspettate, però è un Petrof in ghisa”, ha detto il bagnino come battuta finale per stemperare il tutto. Ma il disastro era fatto.

Quest’anno, altro che mafia capitale: nepotismo a go go. Il proprietario del bagno ha scelto la banda musicale dove suona suo nipote che, dopo essersi lamentato con i parenti per i pranzi di Natale, voleva uno stage più importante.
“Tutti vanno ad Amici! Tutti vanno a X-Factor! Tutti vanno a Italia's Got Talent! Solo io devo accordare il trombone con le scoregge del nonno tutti i santi Natali? Basta! Voglio un concerto vero! Dammi il tuo bagno, la spiaggia, la Romagna e l’alba!”.

Così, stamattina, ci siamo ritrovati a nostra insaputa in otto, in riva al mare, ignari dello show che avremmo trovato.

Io, con un iPod di backup (ricordate: fare sempre il backup, anche delle situazioni quotidiane!) con musica buona, pronto ad assentarmi con la mente in caso di emergenza, ma fingendo sempre di partecipare.

Poi c’erano due anziani che venivano da una sessione di nordic walking notturna intra-pinete (da Marina di Ravenna a Cesenatico) ma, per non raffreddarsi, non si sono mai fermati, e hanno camminato tutto il tempo attorno alla banda creando, così, una strana “coreografia satellite”.

All’alba è arrivata anche la Susy, nota prostituta ormai ottantenne che ha un piccolo residence sulla vicina strada statale Adriatica. Partita a 15 anni con una seggiola, ha poi fatto studi di marketing e nello stesso piazzale ha comprato, nel corso degli anni, una poltrona, poi un salotto chateu d’ax completo che era in offerta a Porto Fuori quando hanno chiuso il negozio di fronte al tabacchino, poi una roulotte, poi un camper, poi quando investì in titoli tecnologici negli anni novanta una motorhome, poi con la crisi e l'esplosione della bolla tornò alla poltrona, poi ha comprato con tutti i suoi risparmi una casa sui Lidi Ferraresi a 60.000 euro compresa di zanzare, arredamento in compensato e cena col tizio con i pantaloni arancioni che le vende in TV e se l’è fatta portare sulla piazzola sfruttando le arti del suo avvocato che ha interpretato il contratto in senso letterale (“con 60.000 euro ti consegniamo la casa”), e ha vinto davanti al Giudice di Pace di Lido delle Nazioni e con i soldi della causa vinta si è comprata ora un residence che sotto usa lei e sopra affitta a un geometra di Russi.

Poi c’era una famiglia di tedeschi, mamma papà e due bambini, che alle cinque e mezza hanno iniziato con “capucino, preco”, “capucino con patate fritte, preco”, “capucino con yogurt, preco”, "cappuccino con filetto, prego", e dacci di capucino e di preco e hanno passato l’alba ai cessi.

Alle sei è arrivata la banda del nipote del bagnino. Il nonno non poteva sapere che il nipote suona in una band di tributo a Valentin Igor Sostaikeaovic, un esule russo degli anni venti lontano parente del pianista della band del nipote, che compose un solo brano di musica da camera prima di essere fucilato (il termine “Ikea” è un tributo alla musica da camera di Valentin). È passato alla storia perché fu l’unico esule russo esiliato e fucilato non per motivi politici, ma proprio per la sua musica. Anzi, proprio per questo brano.

A parte la scena di commozione del Golinelli, che ha donato alla banda la sua coperta del Don, alle 6 e 2 minuti era tutto finito (Sostaikeaovic fu fucilato proprio durante la prima esecuzione del suo brano, quindi dura 1 minuto e 40, il tempo di caricare e sparare).

Alle 6 e 3 minuti è uscito il bagnino con un cabaret di bomboloni avanzati dal giorno prima che aveva riscaldato al sole e si è diretto verso i tedeschi (“preco pompolone con kapuziner”) e questi, che erano appena usciti dai cessi, dopo quella crema hanno chiesto la residenza.

Io, prima di andare, ho dato un calcio ai due del nordic walking per rimetterli in strada verso Lido Adriano (erano andati in loop attorno alla banda, e i musicisti non riuscivano a uscire) e, senza farmi vedere, sono andato a seguire l’alba in musica del bagno vicino, con un pianista allievo della vecchia Facchini.