Con malcelato orgoglio e, anzi, tirandomela anche un po’, sono lieto d’informarvi che, visto il clamoroso successo delle “Cronache dalla Romagna”, da quest’anno il Bagno Cesira ha uno sponsor.
Esatto, avete capito bene, uno sponsor: il “Secsi Shop Dante” di Misano Adriatico.

Dante è gestito da Oscar, che ci tiene a precisare che, "modestamente parlando", il Dante dell’insegna non è un nome, ma un verbo. Il suo verbo.
Oscar vanta, infatti, una solida presenza nelle notti romagnole sin dal secondo dopoguerra, come ben ricordano l’ottanta per cento delle turiste tedesche transitate in Riviera e alcune annoiate signore italiane in vacanza.

Tra il 1956 e il 1957, quando Oscar ebbe un improvviso calo di vista a causa della nevicata, e prima che mettesse gli occhiali, si ricordano bene della sua solidità anche una comitiva di ferrovieri di Marghera che si era smarrita di notte nella pineta della Tagliata, un Alano del Volga e un Lagotto romagnolo, un nano da giardino in bachelite, un platano storico del 1901 che fu usato anche per il primo Violino di Casadei e diverse alghe marittime.

Oscar porta avanti una tradizione di famiglia da tre generazioni.
Suo nonno Lindo aprì il primo sexy shop in assoluto in Riviera. Lo chiamò “secsi shop” perché gli mancavano la ics e la upsilon, mentre conosceva la acca (usava girare per casa in accappatoio).

Decise di importare sex toys dal Giappone ma ordinò le riviste sbagliate non conoscendo la lingua, e si mise a vendere bonsai.
Ai primi ricoveri in paese, gli fecero notare che, almeno, “oh, ciò, andrebbero potati per bene, prima, però…”.

Il padre di Oscar, Aristide, si innamorò di una scultrice norvegese razionalista e abbracciò il razionalismo estremo. I suoi sex toys dovevano essere multiuso, funzionali, pratici, da adoperare anche nella vita quotidiana. La sua linea, che poteva essere usata anche come racchettone da spiaggia, palo per l’ombrellone e Ufo Solar, sbancò il mercato. E fece la fortuna di Oscar che, adesso, unico erede, si gode la sua vecchiaia con un patrimonio enorme, e può permettersi di sperimentare.

Ha un approccio attento alla tradizione, ma al contempo votato al futuro.
Da un lato mantiene un angolo vintage con video in Betamax che attira appassionati da tutto il mondo e anche da quel Giappone che fu il primo amore del nonno. Dall’altro, si è interessato al caso di Cambridge Analytica e alla profilazione e ha creato per i suoi clienti la Carta Amica (non si è accorto del T9 che gli ha corretto in ultime bozze la seconda parte). Purtroppo si è avveduto dell’errore dopo che la Tipografia Borghetti di Russi già aveva stampato, per contenere i costi dei piombi, 2 milioni di card e non c’è stata neppure la possibilità di correggerle tutte a mano perché, come dice il Sommo Poeta, “Tra la emme e la effe oh ci passa l’Arno!”.

Ora, se devo essere sincero con voi, l’esordio di Dante/Oscar come sponsor per la nuova stagione del mio stabilimento balneare non è stato dei migliori.
Ha organizzato una gara di gonfiabili dove, come premio, ha donato una (sostiene lui) perfetta riproduzione dell’Urlo di Munch gonfiabile ma è stato subito sbugiardato dalla Lella, insegnante d’arte in pensione, che gli ha fatto notare come l’espressione della bambola non fosse affatto Munchiana e, anzi, sembrasse contenta. E poi, ha chiosato la Nives, Munch non dipinge bocche così tonde (“E le famose linee curve di Munch e dove le vogliamo mettere???”) e con un rossetto così acceso, né ciglia così lunghe.

Per farsi perdonare, Oscar ha distribuito gratuitamente a tutti dell’abbronzante che, in realtà, è il lubrificante che suo padre razionalista ideò in collaborazione con Tamoil e Bombardino, il meccanico di Lugo, e che può essere usato anche nei motori e come antigelo.
Quando il geometra Cavicchi, tutto bello spalmato, ha iniziato a prendere il colore di un chicken nugget overcooked ed è apparso un dipendente di Burghy di Ravenna che ha chiesto se andava bene così o ci volevano attorno il menù, che era più conveniente, Oscar ha pensato bene di allontanarsi.

Stamattina ha organizzato una gara di bocce con le palline cinesi che importa da Massalombarda insieme alle famose pesche, ma il campo da bocce è sopra una grotta naturale e, a causa delle vibrazioni delle bocce (desmodromiche, personalizzate sempre da Bombardino), il campo è sprofondato. Adesso gli speleologi del Museo di Rimini stanno studiando il cratere.

“Ora devo correre ad aprire il negozio”, ha detto salendo velocemente sul suo Ducato rosa. “Ma vi garantisco che sarà una grande estate. E vedrete a Ferragosto!”.
Ciò, speriamo...